Miti Fiscali su Malta Parte 1: L'Investitore Privato e le Trappole del Trading
Ultimo aggiornamento: 10 febbraio 2026

Nel corso degli ultimi mesi e anni, Malta ha guadagnato un'enorme popolarità come luogo ideale per vivere e lavorare. Assistiamo sempre più clienti che decidono di trasferirsi qui e costituire una società maltese, cosa che ci fa enormemente piacere. Le motivazioni per venire a Malta sono molteplici, ma gli aspetti fiscali giocano sicuramente un ruolo fondamentale, come in ogni trasferimento all'estero. Dopotutto, con la giusta struttura, si può beneficiare di vantaggi considerevoli.
Non-Dom Status e Remittance Basis: concetti chiave a Malta
Spesso, durante le conversazioni con i clienti – sia di persona che al telefono – vengono messe sul tavolo strategie che definirei fiscalmente "avventurose", se non addirittura illegali, o quantomeno non più al passo con i tempi. In particolare, per chi si trasferisce a Malta, il "Non-Dom Status" e la tassazione su base "Remittance" (Remittance Basis) giocano un ruolo cruciale, ma sono spesso oggetto di gravi interpretazioni errate riguardo alle reali possibilità offerte dal diritto tributario nazionale e internazionale.
La definizione di "Income" a Malta è fondamentale
Il Non-Dom Status e la Remittance Basis suonano fantastici sulla carta: nessuna tassa sui soldi che non trasferisco a Malta. In realtà, la questione è più complessa, poiché tutto ruota attorno all'interpretazione maltese della parola INCOME (reddito). La legge fiscale maltese stabilisce infatti che si è tassabili solo sul reddito "received in / remitted to Malta" (ricevuto o rimesso a Malta), e su qualsiasi reddito "arising in Malta" (prodotto a Malta).
Nelle prossime settimane vorrei sfatare i miti e le deduzioni errate più comuni che derivano da questa definizione.
Mito 1: L'investitore privato (o il Trader) a Malta
Immaginiamo un investitore privato con un conto investimenti ben fornito fuori da Malta, ad esempio nel Regno Unito o in un paradiso offshore, che non trasferisce i suoi guadagni sul conto privato maltese.
Questo approccio può funzionare in casi eccezionali: ad esempio, se l'investimento non fa parte di un "portafoglio di investimenti" attivo, ma consiste magari nel 50% delle quote di una società che l'investitore ha contribuito a costruire e che detiene passivamente da 5 anni.
Nella maggior parte dei casi che vedo, però, si tratta di un conto broker con cui l'investitore compra e vende con una certa regolarità, osserva e analizza il mercato, entra ed esce dalle posizioni, ecc. In questo scenario, l'investitore è, probabilmente senza saperlo, una "gestione patrimoniale commerciale". Di conseguenza, il reddito (l'Income) viene considerato come "arising in Malta" (prodotto a Malta).
Perché? Perché l'attività intellettuale e operativa di trading viene svolta fisicamente da Malta. Che il denaro sia stato fisicamente trasferito a Malta o meno non ha più alcuna importanza, perché si presume che sia già "qui" in virtù del fatto che è stato generato attraverso un'attività svolta sul territorio maltese.
L'investitore avrebbe quindi dovuto registrare un'attività commerciale e pagare le tasse a Malta. Le opzioni sarebbero state due: operare come ditta individuale (tassata con aliquote progressive fino al 35%) o costituire una Malta Limited. Dal punto di vista fiscale, la Malta Limited è solitamente molto più vantaggiosa della ditta individuale nella configurazione standard, anche se va sempre analizzato il rapporto costi/benefici. Una struttura societaria con contabilità e audit comporta ovviamente costi più alti e un maggiore impegno gestionale rispetto a una ditta individuale.
Tuttavia, il fatto che esista una gestione patrimoniale di natura commerciale è indiscutibile. Il diritto tributario maltese utilizza il concetto dei "Badges of Trade" (letteralmente "distintivi del commercio") per definire e dedurre tale commercialità. Si tratta di indicatori o caratteristiche che, in base al modo in cui una persona guadagna il proprio denaro, si "attaccano" a quella persona. Se si soddisfano uno o più di questi criteri, si può presumere l'esistenza di un'attività commerciale. Ecco un link dell'ACCA (Association of Chartered Certified Accountants) per approfondire l'argomento.
Il CRS permette lo scambio di dati finanziari anche a Malta
Questa regola non è una novità, e ci saranno sicuramente diversi investitori "commerciali" che attualmente non hanno dichiarato nulla del genere. È ben possibile che finora siano rimasti indisturbati. Questo potrebbe essere dovuto al fatto che il fisco maltese non ne era a conoscenza e non disponeva delle risorse per indagare efficacemente.
Tuttavia, attenzione: con l'introduzione dello scambio automatico di informazioni (CRS), anche le autorità fiscali maltesi ricevono "a domicilio" i dati relativi a tutti i conti, inclusi quelli di investimento o di brokeraggio. È molto probabile che questi dati verranno analizzati.
In secondo luogo, tramite il CRS, gli stati si scambiano i dati tra loro. Posso facilmente immaginare uno scenario in cui le autorità fiscali estere (che spesso hanno più capacità e iniziativa) segnalino ai colleghi maltesi che un contribuente residente a Malta sta chiaramente svolgendo un'attività commerciale, ma non risulta alcuna tassazione corrispondente da parte del fisco maltese.
La gestione patrimoniale attiva va strutturata con una società a Malta
Se sai di rientrare nella definizione di gestione patrimoniale commerciale (trading attivo), il mio consiglio è di costituire subito una società e beneficiare delle aliquote fiscali effettive vantaggiose della Malta Limited. Se strutturata correttamente, l'imposizione sarà sicuramente inferiore all'aliquota massima che pagheresti come ditta individuale a Malta. Purtroppo, non è possibile sistemare le cose retroattivamente.
Per inciso, questo principio viene applicato in modo identico anche nel Regno Unito, in Irlanda e in Svizzera.
Siamo a vostra disposizione per approfondire l'argomento o per assistervi nel setup di una Malta Company e nel trasferimento di residenza a Malta.
Disclaimer: Il contenuto di questo articolo è fornito a scopo puramente informativo e non costituisce consulenza fiscale, legale o finanziaria. Nonostante un'attenta ricerca, non garantiamo l'accuratezza, la completezza e l'attualità delle informazioni fornite. Le normative fiscali sono soggette a continui cambiamenti. Per una consulenza individuale, si prega di consultare un consulente fiscale qualificato. L'utilizzo dei contenuti è a proprio rischio.
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